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Perché alcune band non entrano nei manuali, ma cambiano comunque la musica.

Nel sottosuolo dell’alternative rock anni ’90, i Far occupano una posizione particolare: mai davvero mainstream, mai completamente dimenticati. Una band che ha attraversato più fasi della scena alternativa americana lasciando influenze durature, spesso riconosciute più dai musicisti che dal grande pubblico.

Formati a Sacramento, California, nel 1991, i Far hanno costruito una discografia che racconta l’evoluzione del rock alternativo prima, durante e dopo il suo momento di massima esposizione mediatica.


Gli inizi: tra hardcore, melodia e urgenza emotiva

I primi lavori dei Far nascono in un contesto ancora fortemente legato all’hardcore californiano, ma già aperto a soluzioni più emotive e strutturate.

  • Listening Game (1992)
    Esordio grezzo e diretto, fortemente influenzato dall’hardcore melodico. Un disco ancora acerbo, ma già indicativo della tensione emotiva che diventerà centrale nel loro suono.
  • Quick (1994)
    Un passo avanti in termini di scrittura e produzione. Qui i Far iniziano a bilanciare aggressività e melodia, distanziandosi progressivamente dal punk più tradizionale.
  • Tin Cans with Strings to You (1996)
    Album di transizione fondamentale. Le strutture diventano più articolate, le dinamiche più ampie, e il linguaggio emotivo più consapevole. È il disco che prepara il terreno per ciò che verrà dopo.

Water & Solutions (1998): il disco che ha definito tutto

Nel 1998 arriva Water & Solutions, pubblicato da Epic Records.
È il lavoro che, col tempo, diventerà il punto di riferimento assoluto della band.

Qui i Far trovano un equilibrio raro tra:

  • potenza e vulnerabilità
  • alternative rock e post-hardcore
  • immediatezza emotiva e profondità compositiva

Brani come “Mother Mary”, “Bury White” e “Man Overboard” mostrano una band capace di parlare di fragilità senza perdere intensità. Nonostante il disco non ottenga un grande successo commerciale, diventerà negli anni un cult album, citato spesso come influenza sotterranea per molte band successive.

Poco dopo l’uscita del disco, i Far si sciolgono.


L’assenza e il ritorno

Dopo il 1998, i membri della band seguono percorsi diversi. In particolare, Jonah Matranga diventa una figura chiave dell’underground alternativo grazie ai suoi progetti solisti e collaborazioni (tra cui New End Original e ONELINEDRAWING).

Per anni, i Far restano un nome legato al passato.
Ma non una storia chiusa.

Nel 2010, a sorpresa, la band torna con un nuovo album:

  • At Night We Live (2010)
    Pubblicato da Vagrant Records, questo disco segna la reunion ufficiale dei Far. Non è un’operazione nostalgia: il suono è maturo, consapevole, meno legato agli anni ’90 ma coerente con l’identità della band.
    È un lavoro che parla di tempo, distanza, perdita e continuità — temi inevitabili per una band che torna dopo oltre un decennio.

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