Milano sta per finire dentro un frullatore di riff storti, cori da stadio e tensione politica sputata in faccia con il sorriso storto di chi sa benissimo cosa sta facendo. I System Of A Down non sono “solo” una band: sono un cortocircuito armeno-americano che ha preso l’alternative metal/rock e l’ha reso teatro d’assalto, pieno di cambi d’umore e idee che mordono.
E quando tornano dalle nostre parti non è mai nostalgia da t-shirt vecchia: è un promemoria vivo di quanto certe canzoni, anche a distanza di anni, riescano ancora a suonare pericolose (nel senso migliore del termine). Non a caso, il loro ritorno in Italia è inserito in un giro europeo enorme, di quelli che sanno di “evento” prima ancora di sentire la prima nota.
La data da segnare, cerchiata, tatuata sul calendario dei rocker: 6 luglio 2026, Milano, Ippodromo Snai La Maura. E’ stato confermato che sarà una tappa del tour europeo negli stadi e che la serata non arriva sola: insieme ai SOAD ci saranno anche Queens Of The Stone Age e Acid Bath, quindi sì… l’asticella della cattiveria sonora è piazzata altissima.

Questo è il tipo di line-up che ti costringe a scegliere come soffrire: sudore e pogo sul fronte System, groove scuro e sabbia nel cervello sul fronte QOTSA, e quell’aura “culto” e fangosa degli Acid Bath che rende tutto più imprevedibile. E Milano, con un venue open air come La Maura, è perfetta: spazio per respirare tra un’esplosione e l’altra… e spazio per perdere la voce senza chiedere scusa a nessuno.
Chi li ha già visti dal vivo lo sa: i System Of A Down non suonano “un concerto”, mettono in scena una specie di battaglia coreografata tra caos e precisione. Serj Tankian è l’uomo che può passare da filastrocca a sermone apocalittico in mezzo secondo, Daron Malakian incastra riff e armonizzazioni come se fossero schegge, e la band ti ribalta addosso cambi di tempo e dinamiche senza mai perdere il controllo. Il risultato è che anche i brani più noti non diventano mai museo: diventano micce collettive.
E poi c’è il dettaglio che molti fingono di non vedere: i SOAD sono uno di quei casi rari in cui l’impatto “alternative” non è una questione di genere musicale, ma di attitudine. Quando suonano, sembra sempre che stiano spingendo contro qualcosa, anche solo contro l’idea che un’arena debba essere addomesticata. E questa cosa, nel 2026, vale oro.
Per chi vuole arrivare preparato (o semplicemente con la carica giusta addosso), l’ultimo tassello “nuovo” del loro repertorio recente sta in quei due brani pubblicati negli ultimi anni, fra cui “Genocidal Humanoidz”. Non è solo una canzone: è un promemoria che, quando i System decidono di parlare, non lo fanno per riempire un venerdì di uscite—lo fanno perché hanno qualcosa da dire.
Sito ufficiale System Of A Down: https://www.systemofadown.com/
