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VOWER arrivano da Brighton & Hove e hanno quella faccia da “nuova band”, ma con il curriculum da veterani: dentro ci trovi pezzi di Black Peaks, Palm Reader e Toska, cioè gente che sa benissimo come si costruisce tensione, come si alza un ritornello e come si tira fuori la rabbia senza farla sembrare un esercizio di palestra. Il risultato è un progetto che suona moderno, muscolare e intelligente, con la voglia di infilare melodia e pesantezza nello stesso pugno.

“A Storm Lined With Silver” (sì, è un EP da sei tracce, ma ha la presenza scenica di un album vero) è il passo successivo dopo apricity e mette subito le cose in chiaro: qui si parla di progressivo, emotività e botte ben assestate, però con un controllo quasi “cinematografico” dei volumi e delle dinamiche. Anche il titolo non è buttato lì per fare poesia triste: Josh McKeown l’ha spiegato come un’immagine legata al portare un figlio nel mondo, cercando “divinity, purity and positivity within chaos, madness and uncertainty”.

Nel cuore del disco c’è un’idea semplice e letale: far convivere la parte più tecnica con quella più cantabile senza perdere mordente. “Dawn In Me” apre come una dichiarazione d’intenti, lunga e stratificata, poi l’EP prende velocità e non ti molla più. E quando arrivi a “Deadweight”, capisci perché questo singolo è quello da mettere in evidenza: è groove basso, riff che macinano e una linea vocale che ti guarda negli occhi mentre ti chiede se vuoi davvero diventare la persona che odi.​

“Deadweight” funziona perché non cerca di essere solo “pesante”: è scura, viscosa, quasi ipnotica, eppure ha un gancio melodico che resta attaccato come fumo sui vestiti dopo un live in un club troppo piccolo. Distorted Sound la descrive come “a masterclass in groove and melody”, con un equilibrio tra complessità e immediatezza e un ritornello che continua a girare anche quando il brano è finito. È quel tipo di pezzo che sembra costruito per spaccare dal vivo, ma con una produzione abbastanza precisa da non perdere dettagli neanche in cuffia.​

Se vuoi fare il salto diretto nel vortice, ecco il video ufficiale di “Deadweight”


E qui trovi anche la pagina ufficiale dove supportare la release (con tracklist e info): https://vowerofficial.bandcamp.com/album/a-storm-lined-with-silver

Per il link al sito ufficiale: VOWER rimandano allo store ufficiale (è quello linkato anche dal video ufficiale) e da lì si entra nel loro ecosistema. Link: https://vowerstore.myshopify.com/​​

“A Storm Lined With Silver” colpisce perché è progressivo senza essere dispersivo: sei tracce, zero riempitivi, un tiro emotivo che passa dal fragile al furioso senza sembrare una playlist di generi diversi incollati a caso. La voce di McKeown è l’arma segreta: passa dal vulnerabile al pieno regime con naturalezza, mentre chitarre e produzione (firmate anche da Rabea Massaad) tengono tutto compatto e brillante, anche quando i riff si intrecciano come serpenti. E sì: “Deadweight” è il manifesto perfetto di questa estetica—pesante, melodica, moderna, e abbastanza cattiva da meritarsi il repeat.​


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